Cin@med

Il post precedente mi ha riportato alla mente delle considerazioni che a proposito di cin@med avevo fatto in aula dopo la prima proiezione di qualche martedì fà. Considerazioni che, dando uno sguardo, negli scorsi giorni,  al blog di cin@med , mi sono accorta non essere state del tutto comprese da qualcuno dei miei compagni. Dato che sicuramente sono in grado di esprimermi in modo più chiaro in forma scritta, piuttosto che parlando in classe di fronte a 300 persone con il cuore che batte a mille per l’imbarazzo e la voce spezzata, coglierò questa occasione per specificare quello che intendevo. Quando a casa ho letto dell’iniziativa cin@med ho pensato che il fine ultimo della proiezione di questi film fosse permetterci di apprendere le basi dell’interazione medico-paziente / essere umano-essere umano, attraverso una didattica nuova, espressione di rottura con gli schemi didattici convenzionali, con i quali del resto ci troviamo ad avere a che fare quotidianamente, relativamente agli insegnamenti curriculari. Avevo interpretato l’utilizzo dello strumento “cinema” come la chiara volontà di lasciarci liberi nell’interpretazione, nella ticerca di un senso per le immagini e i dialoghi che ci saremo trovati ad ascoltare. Avevo interpretato il “mescolarsi” di insegnanti tra noi studenti come un segnale chiaro della volontà di percorrere questa strada alternativa.  Ed è per questo che ho trovato estremamente contraddittoria l’istituzione di un obbligo di frquenza.  Nella vita per me non ci può essere alcun obbligo alla riflessione, alcun obbligo a porsi delle domande…queste nascono da sole, spontaneamente, nelle menti e nei cuori delle persone INTERESSATE..quell’I CARE del quale abbiamo tanto parlato.  Più che apprezzabile è stata invece la volontà di inserire nel nostro percorso formativo un’iniziativa, come quella di cin@med appunto, che ci stimolasse alla riflessione su questi argomenti. Torno a ribadire quindi, che la mia obiezione non era da interpretare con intenzione polemica del tipo  “ma che diavolo ci fanno fare, che palle, voglio stare a casa mia, poi c’è anche l’esame di anatomia, ma cosa vogliono questi”, ma nel senso che ho appena cercato di chiarire.  Agli studenti poi che alla fine del dibattito si sono lamentati di aver perso un pomeriggio intero a polemizzare sull’obbligatorietà invece di concentrarci sulle tematiche emerse dal film, dico che, a mio parere ovviamente,  proprio non hanno capito…perchè il film in particolare, l’iniziativa più in generale, parlavano proprio di questo.

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~ di martolina11 su 1 novembre 2009.

Una Risposta to “Cin@med”

  1. […] 11:35 pm on 1 November 2009 Replica Anche Marta ha scritto un post sul primo evento cin@med nel suo blog. […]

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